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Il Maconeccio - Festa tradizionale della Garfagnana

Il Maconeccio era un'antica festa tradizionale che si svolgeva in zona della Garfagnana.

La sera del 29 settembre, per San Michele, uccisore di draghi e streghe, si celebrava, dopo cena, un rito propiziatorio per il raccolto di castagne.

Per questa festa venivano preparati dei grandi focolai e tutti gli abitanti, uomini, donne e bambini, si attrezzavano con torce, campanacci, pentole, coperchi, bastoni e, tutti insieme, facendo un gran rumore e gridando "Maconeccio! Maconeccio!", si incamminavano in processione diretti verso boschi, i castagneti e per le vie dei paesi vicini.

Falò, urla, filastrocche e rumori di pentole e coperchi davano vita ogni anno a questa singolare festa popolare.

Da cosa nasce questa usanza?
Iniziamo dicendo che il termine "Maconeccio" deriva dall'unione di due parole: "maco" (abbondanza) e "neccio" (castagne => farina di castagne) e quindi il fine era un raccolto abbondante di castagne.

Bisogna poi considerare due aspetti importanti, uno legato alle credenze e l'altro alle fattive necessità.

In Garfagnana non esisteva solo la credenza nelle Streghe ma anche negli Streghi, esseri maschili e personaggi della tradizione e credenza popolare, invisibili all'uomo, capaci di fare incantesimi, stregonerie e magie di vari tipi, schiamazzando tra di loro sugli alberi di noce. Di giorno uomini "normali", mentre di notte potevano assumere sembianze di lupo o di altri animali.

Il racconto delle castagne, poi, rappresentava per la popolazione della zona un aspetto importantissimo per il loro sostentamento in quanto, ricordiamo, dalle castagne veniva prodotta anche la farina, con cui venivano preparati tantissimi piatti e a quei tempi il popolo dipendeva esclusivamente dal raccolto dei prodotti della natura, che erano quindi fondamentali per la loro sopravvivenza.

La festa del Maconeccio serviva quindi a scacciare i sortilegi di queste presenze negative, propiziando, allo stesso tempo, un abbondante raccolto di castagne.

Urla e falò rappresentavano la sfida del popolo contro questi Streghi, con il chiaro intento di spaventarli e scacciarli, scongiurando la perdita o la rovina del raccolto.

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