X

Informativa sui cookie
Questo sito e i servizi terzi da esso utilizzati possono fare uso di cookie funzionali e di profilazione di terze parti, che consentono anche di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze dell'utente. Scrollando la pagina, cliccando su un link, chiudendo il banner o proseguendo la navigazione sul sito in altra maniera, dai il tuo consenso all'utilizzo di tali cookie. Per saperne di più o negare il consenso all'installazione dei cookie, consulta la nostra informativa cliccando sul link: Informativa sui cookie. Puoi anche consultare la nostra Informativa sulla privacy

PTT Ricette sui social:

Un aiuto in cucina:

Altre ricette consigliate:

Raccolte consigliate:

Articoli consigliati:

  • nd
  • nd
  • nd
  • nd
  • nd
Loading...

Dieta a zona

In questo articolo parleremo della Dieta a zona, cos'è e come funziona la Dieta a zona.

Dieta 13 La dieta a zona è stata idealizzata da un biologo americano, il dottor Barry Sears e si basa su un concetto un po' particolare. In questo regime dietetico la Zona non è intesa come parte del corpo, ma come uno stato metabolico, dove l'organismo lavora al suo massimo livello di efficienza. Scopo della dieta a zona è raggiungere questo stato e portarlo avanti nel corso della vita. In questa Zona il corpo sa dare il meglio di sé, senza avvertire fame, stanchezza o problemi di sorta.

A questa concezione, la dieta a zona associa il principio che il cibo è il migliore farmaco che esista al mondo e che quindi la sua assunzione mirata e meditata può aiutare a risolvere ogni tipologia di problema.

La dieta a zona si basa essenzialmente sulla distribuzione corretta dei tre grandi gruppi di macro nutrienti: le proteine, i carboidrati e i grassi. Secondo il dottor Sears, l'equilibrio fra questi gruppi apporta una salute fisica e mentale eccellente, nonché aiuta a perdere il peso corporeo, qualora ce ne fosse bisogno.

Dieta a zona: il principio legato al dimagrimento

Vediamo nel dettaglio in cosa consiste la dieta a zona, analizzando innanzitutto il suo principio legato al dimagrimento: esso, in questo regime, avviene attraverso il controllo degli ecosanoidi, degli ormoni che svolgono una miriade di funzioni nel nostro corpo.

Questi ormoni hanno una vita molto breve, in quanto sono naturalmente portati ad autodistruggersi e a ricrearsi. Gli ecosanoidi si dividono in buoni, i quali inibiscono l'aggregazione delle piastrine, aiutano il sistema immunitario, combattono le infiammazioni e favoriscono la vasodilatazione e in ormoni antagonisti, i quali svolgono tutte queste funzioni al contrario. Secondo la dieta a zona ogni parte del corpo deve essere equilibrata perfettamente, tra cui gli ecosanoidi buoni e gli ecosanoidi antagonisti.

Questo avviene mediante l'alimentazione. Lo stesso principio si basa sul controllo dell'insulina e del glucanone, il suo antagonista. Bilanciando l'assunzione di carboidrati, proteine e grassi, la dieta a zona mira all'assoluta parità tra questi essenziali ormoni. Complicato vero? In fin dei conti la dieta a zona è stata ideata da un medico biochimico, quindi naturalmente votato ad analizzare questi aspetti molto speciali.

Dieta a zona: le regole principali

Vediamo ora quali sono le regole della dieta a zona.

1- In ogni pasto che viene consumato si devono assumere le corrette percentuali di grassi, proteine e carboidrati. Il rapporto, convertito in calorie deve essere di:
- 40% di carboidrati
- 30% di proteine
- 30% di grassi

Un'analisi attenta di ogni alimento che si consuma deve essere fatta in via preventiva. In altri termini l'alimentazione deve esser studiata e meditata giorno per giorno, in quanto lo sforamento di queste percentuali porta all'inutilità dell'intero progetto.

2- Tra un pasto e l'altro non deve trascorrere un tempo maggiore alle 5 ore. Se il tempo trascorso è maggiore si deve fare immediatamente uno spuntino. La divisione dei pasti nella dieta a zona i compone quindi di tre pasti principali (colazione, pranzo e cena) e di due spuntini o merende.

3- E' necessario ridurre il consumo dei cibi che portano ad innalzare l'indice glicemico e quindi, di conseguenza, a produrre più insulina. Questi cibi sono nella fattispecie la pasta, i dolci, il pane, il riso e i cereali raffinati.

4- Nella dieta a zona è indispensabile consumare frutta e verdura che non stimolino la produzione di insulina, ovvero vegetali che contengano una fonte di carboidrati che stimolano il processo di creazione di questo ormone in modo graduale.

5- Gli spuntini devono essere composti da un alimento o da una serie di alimenti che prevedano il giusto apporto in percentuale di carboidrati, proteine e grassi, sempre per bilanciare la produzione ormonale.

6- L'ultimo spuntino del giorno deve essere consumato prima di coricarsi, a patto che non si abbia cenato nelle due ore precedenti al sonno.


A conti fatti la dieta a zona si presenta piuttosto particolare, innanzitutto perché ribalta la classica piramide alimentare che vede alla base il consumo dei carboidrati come fonte primaria di energia e di nutrimento.

Stranamente, le dieta a zona riduce le proteine e i grassi, in quanto non si tratta di una dieta iperproteica, per cui si salva sotto questo delicato punto di vista.

Dieta 13
I carboidrati assunti sono però ricercati in alimenti alternativi, come la frutta e la verdura, alimenti dai quali si trae la cosiddetta quota glucidica del 40%.

Le proteine che si possono assumere derivano dal consumo di carne e pesci magri, così come dalla preferenza accordata a latticini di origine magra.

I grassi vengono ricercati nella forma mono insatura, come ad esempio nell'olio di oliva.

Più che una dieta, si tratta quindi di una strategia alimentare, la quale si basa su un'attenta calibrazione dei principi nutritivi presenti negli alimenti.

Dieta a zona: Pro e contro

Quali sono i punti a favore e i punti a sfavore?

I punti favorevoli della dieta a zona risiedono nello scopo di orchestrare i cibi in modo da dare vita ad una equilibrata situazione ormonale. I cibi vengono organizzati in modo attento e la quantità si può misurare in due modi:

A quota, ovvero la quota di proteine deve corrispondere al volume del palmo della propria mano senza le dita. Il resto del piatto si riempie di verdure e i carboidrati della frutta devono corrispondere al volume di 2 dei propri pugni.

Nei blocchi, ossia l'insieme di tre blocchetti o miniblocchi, ciascuno contenente un macronutriente (1 di proteine, 1 di grassi e 1 di carboidrati) nelle percentuali richieste (30% - 30% - 40%). Per formare un blocco occorreranno quindi:

- 1 blocchetto di proteine pari a 7 grammi (che fornirà circa: 7gr x 4calorie = 28 calorie)
- 1 blocchetto dei carboidrati pari a circa 9 grammi (che fornirà circa: 9gr x 4calorie = 36 calorie)
- 1 blocchetto di grasso pari a circa 3 grammi (che fornirà circa: 3gr x 9calorie = 27 calorie).

Da ciò si evince che ciascun blocco corrisponde a circa 91 kcal.
Se si desidera fare un pasto di 3 blocchi, si dovranno quindi assumere 3 blocchetti di ciascun macronutriente.

Secondo questo metodo di misura, se una persona deve mangiare undici blocchi di alimenti (e specifichiamo che 11 blocchi è il fabbisogno minimo e non si deve scendere al di sotto di questa soglia), li può dividere nel corso della giornata a piacimento.


Ecco che la dieta a zona non è per niente facile da seguire, in quanto bisogna avere le idee ben chiare sia sulla divisione dei cibi che sulla quantità. E' inoltre fondamentale stillare il fabbisogno effettivo di ogni nutriente persona per persona, perché la dieta sia efficace ai fini del dimagrimento e del benessere!

Sulla sua bontà si sono espressi molti studi scientifici, i quali hanno spesso dichiarato di non essere d'accordo con la demonizzazione dell'insulina attuata in questa dieta e con la complessità della sua essenza.

Lascia un commento

Scrivi un commento o fai una domanda su questo articolo.
Inserendo un indirizzo email valido (facoltativo), sarai avvisato quando riceverai una risposta al tuo commento.