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Le cattive abitudini alimentari dei genitori passano ai figli

Dieta Le cattive abitudini alimentari dei genitori possono essere trasmesse ai figli. Questo è piuttosto normale, in quanto i figli assorbono come spugne i comportamenti dei genitori e li ripropongono senza elaborarli almeno fino a quando non iniziano a pensare con spirito critico alle loro abitudini. I bambini apprendono non solo dai modelli di insegnamento che hanno durante la loro crescita, ma questi modelli derivano anche da un'eredità che viene trasmessa loro già al momento del concepimento.

Questo fatto è stato confermato da una ricerca dell'Università di Adelaide in Australia, secondo cui i fattori ambientali e la salute dei genitori prima del concepimento hanno più influenza sul futuro del bambino di quanto creduto. A detta degli esperti che hanno condotto questa interessante ricerca riportata sull'autorevole rivista Science, spermatozoi, ovuli e geni trasmettono al nascituro le memorie genetiche delle cattive abitudini dei genitori, come bere, fumare e mangiare male, anche se queste abitudini risalgono a diverso tempo prima. Ecco quindi che la trasmissione delle abitudini non è solo di natura comportamentale ma anche genetica, a detta dell'esperta in materia Sarah Robertson.

Dagli studi che sono stati condotti nell'ultimo decennio sull'argomento è emerso infatti che queste memorie genetiche possono essere trasmesse alla prole tramite un processo detto epigenetica (termine che deriva dal greco epì = sopra e gennetikòs = "relativo all'eredità familiare"), cioè la capacità dei fattori ambientali di attivare o disattivare l'espressione dei geni (cambiamento di fenotipo), senza che cambi il genotipo, ossia il DNA, detto anche codice genetico.

Approfondimento: il Genotipo è l'insieme di tutti i geni che compongono il DNA di un individuo o di un organismo vivente, chiamato anche corredo genetico; il Fenotipo, invece, è l'insieme di tutte le caratteristiche osservabili in un organismo, quali comportamento e morfologia, ad esempio. Il genotipo da solo non definisce né determina il fenotipo, ma lo determina invece interagendo con l'ambiente e, a seconda dei casi, i fattori ambientali potranno avere una maggiore o minore influenza nel determinare il fenotipo.


A detta della scienziata Robertson, al giorno d'oggi sono state raccolte prove sufficienti per affermare che la salute del neonato inizia molto prima del concepimento, ovvero dalle abitudini che i genitori hanno portato avanti nella loro vita.

La scienziata Robertson afferma anche che fino a quel momento si pensava che la nascita fosse un nuovo inizio, mentre la ricerca ha svelato che la nuova vita concepita porta con sé il retaggio dello stile di vita dei genitori, fattore che può modellare lo sviluppo del feto e del neonato. La situazione ambientale può quindi giocare un ruolo fondamentale sulla salute del nascituro ed è noto che situazioni problematiche (spesso legate alla povertà, ad una scarsa e incontrollata alimentazione e alle cattive abitudini come il fumo e il consumo di alcool) possono condurre alla nascita di bambini con problemi gravi.

In questa prima parte dell'articolo abbiamo descritto alcuni fattori che già condizionano il feto ancor prima del parto, ma è anche fondamentale analizzare quali sono le possibili conseguenze alimentari se i bambini non vengono educati ad un corretto stile di vita.

Come ben sappiamo, l'alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella crescita dei bambini, non a caso l'obesità infantile è legata a cause di ereditarietà e a fattori ambientali che causano obesità o cattive abitudini alimentari che vengono protratte. Una mamma obesa ha più possibilità di dare alla luce dei bambini con problemi di sovrappeso, i quali non sono certo fini a sé stessi, ma si complicano con l'insorgenza di altre patologie legate a questo stato: parliamo di problemi legati al sistema ematico, al sistema cardiovascolare e al corretto sviluppo del sistema osseo e muscolare.

Salute e bellezza Un ambiente dove si consumano cibi di scarsa qualità, dove i metodi di cottura sono pesanti e mancano i nutrienti sani è un ambiente dove in futuro potranno proliferare cattive abitudini. Del resto la colpa non è dei figli e talvolta neanche dei genitori. La situazione deve essere analizzata in modo molto profondo, in quanto è stimato che le persone sovrappeso o in stato di obesità appartengono spesso a ceti sociali molto bassi oppure ad etnie che notoriamente non hanno uno stile di vita normale. E' questo il caso della comunità sud americana negli Stati Uniti, una fra le più colpite, oppure dei ceti sociali meno abbietti che popolano l'Europa.

Se si attua un veloce confronto, il costo dei pasti confezionati di scarsa qualità e dei cibi acquistabili ai fast food è inferiore al costo delle verdure fresche e degli alimenti proteici salubri, come la carne biologica e il pesce fresco. Ecco quindi che una famiglia che ha bisogno di fare conti con una situazione economica precaria difficilmente può scegliere di acquistare un'orata fresca e un chilo di melanzane, ma si orienterà sull'acquisto di carni surgelate meno costose, risparmiando sull'acquisto di verdure. Questi fattori sono molto gravi e si inseriscono in un circolo vizioso difficile da interrompere.

In ogni caso molte sono le campagne di sensibilizzazione che si stanno portando avanti e i bambini possono imparare ad alimentarsi in modo corretto con molti canali alternativi alla famiglia. Questa presa di coscienza può però avvenire quando il bambino è più grande, ossia quando magari i danni più gravi sono stati apportati. Una volta cresciuti, i bambini che sono stati allevati in ambienti difficili o dove una scorretta alimentazione regnava sovrana, hanno una bassa percentuale di probabilità di orientare in modo diverso il loro stile di vita. Ecco l'importanza delle campagne di sensibilizzazione, anche scolastiche, che devono essere portate avanti in quanto costituiscono un'arma efficace e semplice per combattere il fenomeno delle cattive abitudini alimentari.

Le regole alimentari sbagliate e che possono essere in un certo senso "trasmesse" alla prole, si estendono anche al consumo di tabacco e di bevande alcoliche. Anche in questo senso lo Stato e gli organi che lavorano nelle pubblicità votate al progresso devono impegnarsi, in quanto molte volte il comportamento e la situazione ambientale sbagliata possono far insorgere problemi di salute grave nei bambini, i quali potrebbero riproporli in un secondo momento ai loro figli e dare vita ad una catena difficile da spezzare.

La stessa regola vale infine per l'abitudine a trascorrere il tempo all'aria aperta e a praticare attività fisica. I bambini si nutrono di modelli, dei quali i genitori rappresentano l'esempio principale. Se essi non si muovono, non fanno sport e non amano stare all'aria aperta, questo comportamento apparirà normale anche ai bambini, con conseguenti ripercussioni sul loro livello di salute. Da una recente ricerca di Save the Children pubblicata nel portale nel luglio del 2012 e relativa allo studio sugli stili di vita dei bambini italiani, è emerso che:

- 1 ragazzo su 4 afferma che i propri genitori non controllano quanto tempo passi davanti alla tv (in particolare a Napoli il 33% e ad Aprilia il 30%);

- il 27% dei ragazzi dichiara che i propri genitori non controllano quanto tempo navigano in internet (in particolare ad Aprilia il 32% e a Milano il 30%).

- Bari è la città che ha il record della mancanza di conoscenza delle abitudini dei figli da parte dei genitori: il 15% dei genitori non sa quantificare il tempo passato dai figli davanti alla tv durante il weekend, mentre l'11% dei genitori ignora il tempo passato utilizzando i videogiochi.

Percentuali allarmanti e abitudini che possono essere corrette solamente con una vincente campagna di sensibilizzazione, l'arma migliore per contribuire a salvaguardare la salute dei bambini.

Educazione alimentare

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