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Patch test: a cosa serve?

In questo articolo parleremo del Patch test, cos'è e a cosa serve il Patch test?

Il Patch test è uno strumento diagnostico molto importante perché ci aiuta a capire le cause della dermatite da contatto, cioè quali sono le sostanze in grado di scatenare una reazione infiammatoria locale quando vengono messe a contatto con la cute. Sono molte le persone in Italia che soffrono di questo disturbo, sia adulti che bambini e, nella maggior parte dei casi, questi soggetti non sono in grado di capire da soli quali siano le cause che hanno causato la reazione infiammatoria. L'obiettivo del Patch test è cercare la sostanza che ha causato questi problemi.

Dermatiti da contatto: esistono due tipologie

E' necessario fare una premessa: esistono due tipologie di dermatiti:
- dermatiti provocate da sostante irritanti e urticanti, di solito provocate dal contatto con una pianta o un prodotto;
- dermatiti allergiche, che sono la rappresentazione del sistema immunitario che sfoga e manifesta sulla pelle la sua sensibilità ad un particolare allergene, come ad esempio il Nichel, il cromo, il lattice, coloranti, conservanti, profumi, vari saponi, detergenti e tanto altro ancora.

Se le eruzioni cutanee avvengono frequentemente, è fondamentale capire quali sono le cause e il patch test è stato ideato proprio per questo scopo.

Come viene effettuato il Patch test?

Patch test Il Patch test viene eseguito ambulatorialmente: il dermatologo va ad effettuare il test su una zona di pelle sana, dove non sono presenti infiammazioni o lesioni cutanee. Sulla cute vengono applicati allergeni comuni e altri specifici che il medico avrà il modo di valutare interrogando il paziente sulle abitudini quotidiane e sullo sviluppo della dermatite. Mediamente si utilizzano 30 sostanze potenzialmente responsabili delle dermatiti da contatto, dette apteni, antigeni incompleti.

Durante il test, per avere dei risultati efficienti ma sicuri per la salute dell'interessato, gli allergeni saranno diluiti ed usati in quantità ridotte, mescolati con una sostanza anallergica di base. Tutto ciò è necessario per garantire all'interessato che non vi sia alcun rischio per la salute (ricordiamo che, altrimenti, potrebbero esserci forti reazioni allergiche ed anche shock anafilattico).

Le patch vengono applicate a diretto contatto con la pelle: la zona alta della schiena è quella favorita, perfetta per l'applicazione dei dischetti di alluminio, che vengono applicati e tenuti fermi grazie ad un cerotto ipoallergenico (patch).

Il paziente dovrà tenerli addosso per due-tre giorni, senza lavarsi e senza fare alcun tipo di attività, in quanto il sudore può provocare il distaccamento dei patch compromettendo il risultato finale. Durante quelle 48-72 ore il paziente non potrà nemmeno esporsi ai raggi del sole o ad altre fonti di raggi UV. Per tutti questi motivi, il patch test è sconsigliato nei mesi estivi o comunque in periodi molto caldi. Il tempo di 48-72 ore è dovuto al metodo di indagine del patch test, che analizza le reazioni con meccanismo ritardato (delayed-type hypersensitivity reactions, dette anche DTH o reazioni di IV° tipo secondo la classificazione di Coombs e Gell). Durante il test è preferibile indossare, a contatto con la pelle, indumenti di cotone bianco; le donne devono evitare l'uso del reggiseno e di indumenti elasticizzati.

Il Patch test è test assolutamente sicuro ed indolore, tuttavia, durante l'esecuzione del test, si potrebbe avvertire qualche fastidio, come un forte prurito a livello del dorso o qualche reazione fisica. Ciò può essere dovuto alla reazione positiva ad una delle sostanze testate.

I risultati del patch test: la lettura

Patch test Per leggere i risultati del patch test basterà rimuovere i cerotti, attendere un'ora per avere i primi dati e altri due giorni per il responso definitivo e più accurato. L'esame è positivo se, in corrispondenza di una certa sostanza, si notano arrossamenti, papule (piccoli rilievi della pelle), edemi (accumulo di liquidi negli spazi interstiziali dell'organismo) o vesciche (lesioni dolorose contenenti liquido). Ovviamente il dermatologo potrà leggere immediatamente i risultati sulla pelle del paziente e le risposte sono basate su crocette che fanno parte del sistema internazionale del gruppo di ricerca sulla dermatite.

Esempio il segno + è equivalente a una lieve arrossatura quindi risposta dubbia, mentre +++ conferma che l'allergia riguarda quel determinato elemento. In questi casi la pelle si presenta gonfia e con bolle, mentre con il termine IR si identifica la reazione irritante ed equivalente ad una dermatite non allergica.

Una volta stabilita l'allergia ad una sostanza, va subito valutato il metodo per evitarla e magari accedere a una terapia mirata. A fine test, al paziente viene consegnata una scheda personalizzata in cui sono indicate tutte le sostanze alle quali è risultato allergico, l'entità della reazione allergica e le norme di prevenzione per quelle determinate sostanze.

Solitamente questo tipo di test se non viene effettuato da un dermatologo, può essere reso disponibile da un allergologo che cercherà di individuare la reazione infiammatoria e valuterà l'eventuale presenza di patologie allergie.

Desideriamo ricordare che la diagnosi in campo allergologico si basa su effettivi dati clinici e sulle evidenza sintomatologiche per cui dei semplici risultati devono essere valorizzati dall'interpretazione dello specialista.

La richiesta per eseguire il Patch test può essere effettuata sia privatamente che non; non è possibile stimare un costo preciso, comunque i prezzi variano mediamente dai 30 ai 120 euro, a seconda della struttura e dello specialista.

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