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Prebiotici

In questo articolo parleremo dei Prebiotici: cosa sono, a cosa servono e dove possiamo trovarli, vedremo anche quali sono le proprietà e gli effetti benefici dei prebiotici e le controindicazioni.

Nota: I Prebiotici non vanno confusi con i Probiotici.

Il ruolo che l'intestino ha nell'organismo umano comprende diverse mansioni, che vanno dal trattamento di materiale esogeno (che proviene dal di fuori), al corretto assorbimento di tutti i nutrienti (condizione fondamentale per la sopravvivenza dell'organismo stesso), ma allo stesso tempo l'intestino deve essere impermeabile a sostanze tossiche, potenzialmente dannose o inutili, ha contatto con il materiale di scarto e deve fronteggiare tantissime specie batteriche patogene che lo raggiungono.

Prebiotici L'apparato digerente è colonizzato da un gran numero di microrganismi che vivono in simbiosi con il nostro organismo, da cui ricevono nutrimento e per cui esplicano i loro effetti benefici a livello sia immunologico che digestivo e nutrizionale (si parla di miliardi di organismi, tra batteri, funghi e protozoi).

I Prebiotici, identificati e nominati per la prima volta nel 1993 da Marcel Roberfroid, sono sostanze che non possono essere digerite nello stomaco, non vengono assorbite dall'intestino e sono in grado di arrivare intatte nell'intestino crasso, dove vengono utilizzate dalla flora intestinale che le fermenta a livello del colon (vengono anche chiamati colonic food, alimenti per il colon), stimolando in modo selettivo la crescita e/o l'attività di alcuni batteri lattici benefici già presenti nel tratto intestinale o assunti contestualmente al prebiotico. Questo batteri buoni sono i bifidobatteri (Bifidobacterium) e i lactobacilli (Lactobacillus), entrambi importanti per la salute dell'organismo che li ospita.

I prebiotici sono fibre solubili, quindi non sono organismi vivi come i Probiotici, e per la maggior parte sono carboidrati non digeribili, in particolare oligosaccaridi, presenti in numerosi ortaggi. Gli oligosaccaridi comprendono molte sottospecie come i frutto-oligosaccaridi, i galatto-oligosaccaridi, i gluco-oligosaccaridi.

Per essere definiti Prebiotici queste sostanze devono soddisfare questi fondamentali punti:

- Resistenza ai succhi gastrici e all'assorbimento intestinale: i Prebiotici devono superare i processi digestivi che avvengono nel primo tratto del tubo digerente, arrivando fino al colon e senza subire sostanziali modifiche delle proprie caratteristiche; in altre parole, le sostanze prebiotiche devono avere resistenza ai succhi gastrici, all'idrolisi e all'assorbimento intestinale; non è obbligatorio che il prebiotico sia completamente non digeribile, ma è condizione necessaria che una grande quantità dello stesso arrivi integro nell'intestino crasso per essere fermentato dai batteri;

- Capacità di essere fermentati dalla microflora intestinale: deve essere dimostrato che la microflora intestinale sia effettivamente in grado di utilizzare, e quindi fermentare, i prebiotici; con la loro presenza, i prebiotici devono modificare positivamente la flora microbica a favore della flora intestinale simbionte, rappresentata da bifidobatteri e lactobacilli.

- Stimolazione selettiva efficace per il benessere dell'organismo: i Prebiotici devono indurre effetti positivi per la salute dell'organismo che li ospita e devono nutrire selettivamente la microflora intestinale, in modo da stimolare la crescita e il metabolismo di una o di alcune specie batteriche.

Dove si trovano i Prebiotici?

I prebiotici possono essere assunti normalmente con la dieta, senza dover ricorrere ad integratori, ad esempio consumando fibra alimentare. Si trovano in numerosi ortaggi, quali aglio, carciofo, asparagi, cipolla, avena, porri, cicoria, grano, banane e soia. I galatto-oligosaccaridi sono naturalmente presenti nel latte materno.

Prebiotici naturali e parzialmente sintetici

Prebiotici Molti prebiotici sono ottenuti da materie prime vegetali, mentre altri sono prodotti per via enzimatica.

A tutt'oggi solo 3 ingredienti alimentari naturali possono essere effettivamente considerati prebiotici a pieno titolo e tutti e tre sono caratterizzati dall'avere attività bifidogenica.

- inulina, FOS (frutto-oligosaccaridi) e GOS (galatto-oligosaccaridi).

Inulina: facilita la digestione e riduce il gas intestinale;

Frutto-oligosaccaridi (conosciuti e siglati come FOS): possiamo trovarli negli integratori alimentari, in associazione ai probiotici;

Galatto-oligosaccaridi (conosciuti e siglati come GOS): oligomeri dello zucchero galattosio.

Nota: FOS e inulina costituiscono la categoria di carboidrati non digeribili maggiormente utilizzati come prebiotici. Sono presenti in cicoria, carciofo, cipolla, aglio, topinambur. Il terzo, invece, (galatto-oligosaccaridi) è naturalmente presente nel latte materno.


Ai prebiotici naturali si affiancano poi prebiotici parzialmente sintetici prodotti per via enzimatica come lattulosio, lattosaccarosio e lattitolo. Tali sostanze sono in grado di aumentare il numero di Bifidobacterium, Lactobacillus e Streptococcus e ridurre la popolazione di Bacteroides, Clostridium e coliformi.

Lattilolo: additivo alimentare indicato con E966, utilizzato come dolcificante (ha un potere dolcificante pari al 40% rispetto al saccarosio); si comporta anche come prebiotico; se assunto in eccesso provoca diarrea osmotica, una situazione che si verifica quando c'è un eccessivo accumulo di soluti non assorbiti, ma idrosolubili, che trattengono acqua. E' un oligosaccaride semisintetico prodotto per via enzimatica.

Lattulosio (lactulosio): zucchero indicato per il trattamento della stipsi, come lassativo (presente nei lassativi laevolac, duphalac, normase); ostacola la crescita di batteri che producono ammoniaca (Escherichia coli). E' un oligosaccaride semisintetico prodotto per via enzimatica.

Lattosaccarosio: è un oligosaccaride semisintetico prodotto per via enzimatica.


E' anche possibile effettuare una suddivisione dei substrati in base ai lattobacilli e bifidobatteri:

Fibre prevalentemente lattogeniche: isomalto-oligosaccaridi, lattulosio, lactitolo, polidestrosio.

Fibre prevalentemente bifidogeniche: inulina, galatto-oligosaccaridi, frutto-oligosaccaridi, trans-galatto-oligosaccaridi, xilo-oligosaccaridi, lattosaccarosio, pirodestrine, soia-oligosaccaridi.

Proprietà ed effetti benefici dei Prebiotici

Prebiotici Per prima cosa, chiariamo che i Probiotici agiscono in maniera diversa da individuo ad individuo, in base alla salute intestinale di ciascuno.

Tra gli effetti benefici ad opera dei prebiotici dobbiamo sicuramente citare l'acidificazione del contenuto intestinale, e ciò avviene in seguito alla fermentazione dei prebiotici ad opera della microflora intestinale, che origina acido lattico e acidi carbossilici a corta catena (come acetato, butirrato e propionato), che, proprio in virtù della loro acidità, creano condizioni ambientali favorevoli per la crescita dei bifidobatteri e dei lactobacilli, ma non solo.

L'ambiente acido è anche ostile per lo sviluppo di microrganismi putrefattivi o microrganismi patogeni o potenzialmente patogeni (tra tutti citiamo Bacteroides, Clostridium, coliformi, Eubacterium), da cui consegue anche una minore quantità di metaboliti tossici che, se presenti in concentrazioni eccessive, inducono l'infiammazione della mucosa e ne alterano la permeabilità.

L'epitelio gastro intestinale normalmente è una barriera selettivamente permeabile e i microvilli permettono la digestione fisiologica e l'assorbimento dei micronutrienti.

Gas intestinali, radicali liberi e infiammazione alterano la mucosa intestinale, il che può comportare un passaggio di macromolecole e microrganismi a livello sanguigno, scatenando una risposta immunologica; in altre parole, il passaggio di macromolecole e microrganismi espone ad infezioni (Salmonella, Escherichia, ecc.) ed aumenta il passaggio di agenti come metalli pesanti e pesticidi, favorendo reazioni immunologiche locali e sistemiche.


Questa condizione viene definita come sindrome da aumentata permeabilità intestinale. Tra i prodotti metaboliti tossici ricordiamo l'ammoniaca (tossica per il cervello), poi le ammine biogene (anche queste tossiche), le nitrosamine (comunemente chiamate nitrosammine, composti organici cancerogeni), e gli acidi biliari secondari (promotori del cancro al colon). A riguardo del cancro al colon, l'acido butirrico (uno degli acidi grassi a catena corta) sembrerebbe avere una funzione preventiva sullo sviluppo del tumore del colon.

I Prebiotici contribuiscono a ridurre il colesterolo e, in piccola parte, riducono i trigliceridi; hanno proprietà antiputrefattive, sono un ottimo nutrimento per la mucosa del colon.

I prebiotici facilitano l'assorbimento di acqua e un colon in perfetto stato, ha anche un migliore assorbimento micronutrienti come minerali (calcio, magnesio e zinco), vitamina B8 e vitamina K. Quindi possiamo anche dire che, anche se in modo indiretto, i prebiotici aiutano ad assimilare meglio questi nutrienti.

I prebiotici contribuiscono a rafforzare il sistema immunitario, regolarizzano la funzione intestinale e contribuiscono alla prevenzione delle allergie e malattie infiammatorie intestinali.

Assunzione dei prebiotici, limitazioni e controindicazioni

Potrebbe essere utile assumere complementi dietetici prebiotici quando si segue una dieta povera di frutta e verdura, oppure dopo una terapia antibiotica o quando si soffre di disordini gastrointestinali. Prima di assumerli è meglio parlarne con il proprio medico, il quale saprà fornire ulteriori consigli nonché valutare se essi costituiscono la cura giusta da fare nel caso specifico.

Se assunti in dosi elevate, i prebiotici possono causare disturbi gastrointestinali come ad esempio diarrea, flatulenza e meteorismo.

Esistono, infine, anche controindicazioni alla somministrazione di alimenti prebiotici: sono sconsigliati nei casi di sindrome del colon irritabile, ai soggetti intolleranti al lattosio o irradiati nel tratto gastrointestinale. Nei casi di intolleranza al lattosio occorre eventualmente stabilire una dose massima di assunzione affinché non si verifichino effetti collaterali.

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