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La ritenzione idrica

Ritenzione idrica In questo articolo parleremo della ritenzione idrica, cos'è, quali sono i sintomi, quali sono le cause e, infine, come si può combattere la ritenzione idrica.

La ritenzione idrica è un accumulo di liquidi negli spazi interstiziali dell'epidermide (cioè gli spazi tra cellula e cellula), accumuli che causano un rigonfiamento anomalo chiamato edema. Soprattutto con l'arrivo della bella stagione e il caldo, potrebbe sopraggiungere una riduzione del metabolismo e, con questo, una riduzione dei processi di smaltimento delle tossine. Capita quindi che, nonostante in questa stagione l'alimentazione sia migliore e più sana e si sia più attivi, ci si senta più appesantiti e stanchi. Questa condizione viene ulteriormente amplificata se durante l'inverno l'alimentazione è stata sbagliata, se si è mangiato in modo scorretto, quantitativamente e qualitativamente, e se si è condotta una vita pressoché sedentaria. La ritenzione idrica è proprio il segnale che ci dice che qualcosa nel nostro corpo non funziona al meglio, che il metabolismo è ingolfato e funziona ad un regime più basso. Intervenendo con efficacia e riducendo queste problematiche di liquidi e tossine in eccesso, si attiverà anche il metabolismo, con una conseguente anche perdita di peso a parità di condizioni, perché un metabolismo attivo fa bruciare più calorie e più in fretta.

La Ritenzione idrica è una patologia che affligge il 30% delle donne e causa fastidi estetici. Ad ogni modo, non è un disturbo legato solo al sesso femminile: anche gli uomini possono soffrire di ritenzione idrica. Nelle donne le zone più colpite sono cosce, glutei e fianchi, mentre negli uomini l'accumulo di liquidi avviene sulla pancia.

Per capire se si è affetti da questa patologia si può eseguire un test delle urine, o, se non si vuole ricorrere a fonti esterne, si può eventualmente effettuare una palpazione della coscia in questo modo: sedersi sul letto con le gambe distese e porre il pollice sul lato anteriore della coscia, lungo l'osso, effettuando una leggera pressione per per circa un paio di secondi, quindi sollevarlo. Se sulla coscia resta un'impronta ben visibile, detta fovea, che tende a perdurare per qualche secondo prima di scomparire. Questo è il segno che probabilmente si soffre di ritenzione idrica.

Altri segnali della ritenzione idrica possono essere:
- il peso può variare dalla sera alla mattina con fluttuazioni improvvise, sia aumentando che diminuendo;
- la sudorazione è ridottissima;
- palpebre gonfie al mattino specialmente;
- caviglie a gambe gonfie;
- si ha difficoltà a togliere anelli dalle dita (dita gonfie);
- bevendo più acqua, la ritenzione non aumenta, anzi, si avverte sa sensazione che aumenti;
- l'urina emessa è inferiore al volume dei liquidi introdotti.

Le cause della ritenzione idrica

La maggior parte delle volte, le cause della ritenzione idrica sono molto semplici da eliminare e sono frutto di uno stile di vita sbagliato ed un'alimentazione scorretta; altre volte, invece, la ritenzione idrica può essere il sintomo di malattie più gravi, come patologie ai reni o problemi circolatori se è dovuta a un cattivo funzionamento del sistema venoso e linfatico.

Altre volte ancora, la ritenzione idrica può essere causata da particolari farmaci, come i contraccettivi, che accumulano liquidi nelle zone a maggiore adiposità, oppure da abuso di farmaci (antinfiammatori, cortisonici o terapie ormonali). Anche l'essere in sovrappeso causa ritenzione idrica, in quanto i chili in più non permettono una normale diuresi, incrementando così la quantità di liquidi trattenuta.

La ritenzione idrica può anche essere dovuta ad un'Intolleranza al lattosio, oppure può essere un meccanismo messo in atto dall'organismo per far fronte a periodi di disidratazione: per sopperire alla mancanza di acqua, l'organismo mette da parte quella che riceve, immobilizzandola tra le cellule. L'acqua è importantissima per l'organismo, basti pensare che il corpo umano è formato per il 60-70% di acqua (la percentuale varia con l'età), la quale svolge innumerevoli funzioni, tra cui: lubrificare i legamenti e mantenere la temperatura corporea nei limiti; l'acqua è anche il componente fondamentale di molti tessuti e fluidi fisiologici, favorisce l'eliminazione delle scorie ed è un veicolo di sostanze nutritive. Quando l'organismo raggiunge la disidratazione, oltre alla ritenzione idrica, manifesta anche altri malesseri, come mal di testa, stanchezza e appannamento nello svolgimento delle normali attività quotidiane.

Ritenzione idrica 1

Come combattere la ritenzione idrica

E' risaputo oramai da anni che occorre bere molto, ossia circa 1,5-2 litri di acqua al giorno, ma questa quantità di acqua è solo indicativa, perché varia in base al tipo di attività fisica che si svolge.

Come si può combattere la ritenzione idrica oltre che bevendo molta acqua durante il giorno? Sicuramente aiuta tantissimo fare attività fisica, come lunghe passeggiate a passo sostenuto, oppure praticare nuoto o bicicletta.

Anche seguire una dieta equilibrata e povera di sodio è importante. Il sodio è un minerale che si trova in gran quantità nei fluidi dell'organismo umano e anche nel tessuto osseo (qui in piccola parte): il corpo di un adulto contiene circa 10 gr di sodio in totale. E' un elemento indispensabile alla vita dell'organismo perché controlla l'idratazione delle cellule e quindi anche dei tessuti. Come vedremo a breve, comunque, normalmente non si corre il rischio di avere un deficit da sodio perché è contenuto in tantissimi alimenti.

Solitamente, invece, c'è il problema opposto, ossia assumiamo troppo sodio e questo provoca aumento di pressione, ritenzione idrica ed altri problemi ancora. Il sodio è un elemento che è propenso a trattenere i liquidi, per questo bisogna assumerne pochissimo al giorno, circa 0,1-0,6 gr, pari a circa 0,25-1,5 gr di sale (1 gr di sale contiene circa 0,4 gr di sodio).

Quando si parla di limitare l'assunzione di sale (cloruro di sodio, NaCl), bisogna precisare che il sale che assumiamo ogni giorno non è solo quello che usiamo per condire i piatti, ma è ovunque, basti pensare che il sodio è contenuto anche nell'acqua. Il sale è inoltre contenuto in tutti gli insaccati, nei cibi precotti, in quelli liofilizzati, nei corn flakes (un alimento costituito da mais cotto con zucchero ed integrato con vitamine), nei prodotti salati (tipo i grissini o i cracker, anche quelli indicati con "senza sale in superficie" poiché quasi sicuramente ci sarà del sale nell'impasto). Il sale si trova anche nella margarina, nei formaggi e negli snack, come nella patatine, nei pop corn ed altro. Ovviamente dovremo poi aggiungere il sale usato nella produzione del pane.

Bisogna abituarsi a non salare i piatti, magari sostituendo il sale con delle spezie, che tra l'altro hanno anche molte proprietà benefiche, oppure si può usare dell'aceto (anche balsamico).

Potrebbe essere utile salare la pasta solo a fine cottura, in modo da limitare l'assorbimento di sale dall'acqua di cottura.

Negli ultimi anni sono stati messi in commercio diversi tipi di acqua minerale povera di sodio, appunto per cercare di abbassare le dosi di sodio che giornalmente assumiamo, ma in effetti il contenuto di sodio che si trova anche nell'acqua "normale" è irrisorio in confronto al sodio che quotidianamente ingeriamo da altre fonti.

Una volta ridotti gli alimenti ricchi di sale, è consigliabile favorire il consumo di frutta e verdure crude, che sono ricche di acqua e sali minerali.

Per finire, esistono molti farmaci, soprattutto creme, che possono aiutare a lenire i rigonfiamenti della ritenzione idrica, almeno visivamente.

Chiedete ulteriori consigli al medico, soprattutto quando si sospetta una ritenzione idrica dovuta ad altre patologie, come ad esempio un'insufficienza renale o cardiaca o nei casi di intolleranze, perché queste patologie devono essere seriamente e tempestivamente curate, a prescindere dalla ritenzione idrica.

La bilancia impedenziometrica

La bilancia impedenziometrica è un tipo di bilancia che, fino a 10 anni fa circa, era usata soprattutto da dietologi e nutrizionisti. E' una bilancia dotata di elettrodi e che non si limita a fornire il peso, ma permette anche di stabilire, in modo più o meno preciso, la composizione del corpo, valutando la percentuale di massa magra, massa grassa e di acqua. Il funzionamento di queste bilance impedenziometriche si basa sul fatto che, mentre lo strato adiposo ostacola il passaggio dell'elettricità, l'acqua conduce elettricità. Con queste bilance, tramite i dati che se ne ricavano, è possibile nel tempo verificare l'efficacia degli interventi in atto.

Oggi esistono in commercio anche bilance più economiche ma meno precise rispetto a quelle professionali. Come distinguere una bilancia impedenziometrica di buona qualità da una di pessima qualità? Un buon indice per valutare se la bilancia è buona o no, sta nella ripetibilità: se una bilancia fornisce lo stesso dato in un periodo di tempo ristretto, cioè effettuando misurazioni continue, allora si può dire che bilancia è di buona qualità. Ovviamente anche questa affermazione va presa con le molle, in quanto un minimo di errore c'è sempre. Quando si usa una bilancia impedenziometrica non va dimenticato che il corpo è composto dal 65% di acqua e che la variazione di questa quantità modifica il risultato che la bilancia fornisce. Pensiamo ad esempio ai casi di disidratazione o, viceversa, iperidratazione, oppure all'acqua persa con la pipì o con il sudore, oppure a come varia la quantità di acqua dopo un pasto o a digiuno.

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