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Obesità? Colpa del gene IRX3. Oppure no? - Strategie per combattere il sovrappeso

Lasciare qualcosa nel piatto min Tante ricerche individuano il problema del sovrappeso più legati all'assetto genetico delle persone che non a scelte alimentari sbagliate, ma è giusto scollarsi di dosso ogni responsabilità? E' giusto far ricadere la colpa solo sul "Così siamo fatti" e rassegnarci?

Ma vediamo nei dettagli la scoperta: secondo uno studio pubblicato su Nature e condotto da americani e spagnoli, il gene IRX3, chiamato gene del grasso (fat gene), controlla la percentuale di grasso corporeo, per cui determina se saremo più o meno grassi.

Durante l'esperimento sono stati utilizzati topi deprivati del gene IRX3 e si è notato che, anche in regime di dieta ipercalorica, non ingrassavano, riuscendo a pesare anche il 30% in meno rispetto agli altri topi che, invece, avevano il gene.

Hanno inoltre notato che il peso e la composizione corporea dei topi con il gene mutato erano gli stessi dei topi che seguivano un'alimentazione normale, inoltre i topi senza il gene IRX3 avevano anche un una maggiore capacità di metabolizzare il glucosio e una maggior resistenza al diabete.

Gli scienziati hanno scoperto che l'IRX3 agisce nell'ipotalamo ed hanno osservato che, alterando la funzione dell'IRX3 nell'ipotalamo di topi normali (l'ipotalamo è l'area cerebrale in cui avviene la regolazione del comportamento alimentare e del dispendio energetico), questi topi erano magri esattamente come i topi deprivati del gene IRX3. Questo induce a pensare che la predisposizione genetica all'obesità sia inscritta nel cervello.

Di contro, il gene IRX3 è necessario per produrre una proteina che regola altri geni e che è presente sia all'esterno che all'interno del cervello, per cui è difficile valutare gli effetti collaterali che avrebbe sull'uomo se si sopprimesse. Certamente la speranza è che un giorno i risultati delle ricerche possano portare a nuovi farmaci utili a combattere l'obesità.

Fermiamoci ora a riflettere un attimo. Questa scoperta ci piace, ma non è ci piace solo perché possiamo attribuire i nostri chili di troppo a cause che non dipendono da noi? In effetti, questa scoperta ci giustifica se facciamo colazione con una bella brioche ed ingrassiamo, la colpa, infondo, è tutta del gene (e magari la brioche la farciamo con cioccolato, che non dispiace mai).

Sbaglieremmo se lo pensassimo perché la scelta del cibo ha anche una valenza emotiva, come in tutti quei casi in cui le persone trovano rifugio nel cibo per colmare una carenza affettiva: anche i bambini, per colmare una carenza affettiva, ripiegano sul cibo alla ricerca di conforto.

Quindi, più che prendercela con un gene di troppo, dovremmo cercare in noi stessi le cause del nostro attaccamento al cibo, ancor di più se questo attaccamento è morboso. Una volta individuate le cause o i nostri comportamenti errati, potremo, poco per volta, porre rimedio.

In linea di massima, basta sapere che una corretta alimentazione e dell'attività fisica è il primo passo per stare bene, fisicamente e con noi stessi.

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